Cari lettori e lettrici del Giornale della Cultura, oggi
siamo lieti di ospitare i Jalisse. Nel 1997 hanno vinto il Festival di Sanremo,
nella categoria Big, con il brano Fiumi di parole e hanno partecipato con esso
all’Eurovision Song Contest a Dublino, classificandosi al 4º posto. Nel corso
degli anni i Jalisse hanno realizzato tantissimi progetti molto importanti, ma
il 9 febbraio 2024 tornano dopo 27 anni al Festival di Sanremo
come ospiti esibendosi nuovamente con la famosa canzone Fiumi di parole.
Cosa è successo?

Cari saluti a tutti voi. Sì, in effetti nel 2024 ci ha chiamato Fiorello come ospiti.
Per noi è stata una bellissima sorpresa. Fiorello ha provato anche a nascondere alla
stampa la nostra presenza, annunciata in codice durante la sua trasmissione televisiva
l’anno precedente, però la notizia in qualche modo uscì fuori vanificando
l’effetto sorpresa.

I Jalisse rappresentano la parte culturale nell’area dello spettacolo e della musica.
Molto spesso sui social network rilasciate riflessioni molto
importanti su vari temi fondamentali spaziando dalle questioni
sull’intelligenza artificiale fino alle dinamiche sul mondo della musica.

Grazie per le belle parole. Noi siamo semplici “artigiani della musica”.
Hai toccato tanti argomenti. Noi in un certo senso ci distinguiamo, provando
a mettere al centro sia la melodia che l’importanza dei testi. Promuovendo il rispetto
dell’amicizia, del creato, valorizzando anche il rapporto sano con la natura.
C’è da sottolineare che la voce di Alessandra nasce non solo da un talento, ma
da un lavoro culturale e di studio molto intenso.

Cosa è cambiato nel panorama musicale dagli anni novanta ad oggi?

Attualmente si ragiona quasi esclusivamente con il metodo del marketing.
Una canzone deve piacere d’impatto, fare rapidamente successo, ma di frequente
la velocità del consenso ottenuto e l’efficacia mediatica crollano altrettanto
rapidamente. Purtroppo oggi si cerca d’imporre l’immagine a discapito della musica.

Voi avete fatto delle scelte coraggiose. Noi del Giornale della Cultura amiamo
tra le tante cose riflettere sugli etimi delle parole. Non a caso dunque, la parola
coraggio, deriva da “cor habeo”  un’espressione latina che significa “avere cuore”.
In questo senso i Jalisse hanno avuto cuore regalando nel tempo “fiumi di parole” sia
in note che in testi stimolando il pensiero, la riflessione, donando anche grandi
emozioni.

Noi desideriamo uscire fuori dal discorso della prestazione ad ogni costo, vivendo l’arte
e la musica senza l’ansia e la costrizione di produrre solo per il successo, rischiando
così la chiusura del cuore e la perdita dell’amore e la distruzione dell’arte.

Dunque secondo i Jalisse è fondamentale esprimere l’arte come manifestazione autentica dell’anima?

Assolutamente sì. Inoltre è precipuo promuovere anche il rispetto tra gli artisti e le persone.

Condividiamo anche noi l’idea di una rigenerazione dei rapporti umani in vista di un futuro
ideale per tutti e per ciascuno. Grazie ai Jalisse, un saluto affettuoso a tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *